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Tartaglia
Non ci vuole molto ad indovinare chi sia questa maschera: é
Tartaglia, il corpulento e goffo personaggio napoletano, afflitto da
un fastidioso e comico difetto di pronuncia :la balbuzie. Tutte le
volte che Tartaglia inizia a parlare, balbetta, incespica nelle
parole, ripetendone meccanicamente la sillaba iniziale un bel numero
di volte. Il risultato é che non riesce a farsi capire ed il primo
ad arrabbiarsi è proprio lui. Se la piglia con tutti e di più con se
stesso. Allora sì che balbetta! Inoltre storpia le parole e le frasi
continuamente e ne deforma il significato in maniera ridicola,
lasciando interdetto o rendendo furioso chi lo ascolta. Ha anche
altri difetti; é molto miope e porta sul naso un enorme paio di
occhiali che gli danno un'aria solenne da professore. E' anche un
po' sordo e non c'é da meravigliarsi se, talvolta parlando con
qualcuno risponda fischi per fiaschi. Nata verso la metà dei
Seicento, la maschera di Tartaglia é di origine napoletana e la si
ritrova molto spesso nelle commedie dell'epoca accanto a quelle di
Pulcinella e di Colombina. Tartaglia rappresenta un uomo di mezza
età senza però un suo ruolo fisso; di volta in volta é giudice,
notaio, farmacista, avvocato, consigliere di corte, ma anche
domestico, sbirro o semplicemente genitore di qualche giovane
maschera della commedia. Una delle sue più grosse debolezze è quella
di corteggiare tutte le donne che incontra e, visto che ha il cuore
tenero se ne innamora facilmente. Il personaggio di Tartaglia,
seppur con nomi diversi, si é diffuso anche all'estero ed é giunto
fino ai nostri giorni per divertire il pubblico di ogni età |